RetroplayMania è una nuova rivista di videogiochi autoprodotta

Mette assieme videogiochi di ogni epoca e naturalmente non ha mai visto un'edicola.

RetroplayMania è una nuova rivista di videogiochi autoprodotta

C’è una nuova rivista di videogiochi, si chiama RetroplayMania e non potete comprarla in edicola. Il primo numero è quello di luglio 2025 e il responsabile dell’iniziativa, Francesco Prete, ha risposto ad alcune curiosità che ho avuto sfogliando le circa cento pagine tenute assieme da una costina molto rigida.

Alla fine degli anni Novanta ci fu tutto un discorso su costina rigida sì / costina rigida no, nei dintorni di una specifica rivista di videogiochi. Ovviamente tutta la gente perbene stava dalla parte della costina rigida e contro la spillatura, mentre chi doveva cacciare i soldi si poneva il dubbio, del tutto legittimo ovviamente. Quella però era una rivista che inseguiva il già problematico modello dei periodici distribuiti su tutto il territorio nazionale, con una tiratura onerosa e tutto ciò che rendeva quell’iniziativa molto più gravosa rispetto alla strada imboccata da RetroplayMania, perfettamente in linea con i suoi tempi: l’autopubblicazione attraverso Amazon.

La copertina e l’editoriale del primo numero di RetroplayMania.

In questa newsletter vi ho già fatto vedere come erano fatte alcune riviste molto note del passato, da Game Power a Super Console, da Electronic Gaming Monthly a Console Mania. Ecco, in direzione di Console Mania, il primo mensile dedicato solo ai videogiochi per console pubblicato in Italia, si leva subito il cappello RetroplayMania: il logo è un omaggio molto evidente a quello storico utilizzato dall’editore Xenia a partire dal 1991. “Penso sia il logo più rappresentativo dell'epoca d'oro delle riviste videoludiche italiane”, mi ha spiegato Prete, “il resto della rivista è un mix tra Console Mania, Mega Console e Game Republic”.

Il vestito di RetroplayMania è la sua parte immediatamente più interessante e piacevole. Da essere umano che è cresciuto con l’abitudine di leggere riviste, soprattutto di videogiochi, sfogliare RetroplayMania è stata un’esperienza piacevole e rassicurante. L’impostazione grafica segue in effetti lo stile di quelle citate da Prete e, più in generale, delle pubblicazioni di settore degli anni Novanta. Le pagine hanno nella maggior parte dei casi un fondino colorato e sono ravvivate da molti riquadri con testi brevi, immagini di gioco o illustrazioni. Ci sono le schede con le informazioni essenziali, c’è la pagella con i voti assegnati alle categorie più tradizionali (grafica, sonoro, giocabilità e longevità) e accompagnata da un commento esteso dell’autore dell’articolo.

La recensione di Revenge of the Savage Planet.

L’idea di RetroplayMania è nata dopo la chiusura di Primo Player, un’altra esperienza simile realizzata da Prete e da parte dello stesso team di persone, che ha portato a diciotto uscite. Il nome potrebbe ingannare: RetroplayMania non si occupa esclusivamente di videogiochi del passato e vuole invece tenere assieme le grandi produzioni o le uscite indipendenti di oggi, con i classici (e i meno classici). In questo primo numero la recensione di Doom: The Dark Ages è seguita dalla presentazione di Thunder Force III (1990), il test di The Midnight Walk da un approfondimento sui giochi con rimandi alla plastilina e alla tecnica dello stop-motion, dalla serie Clayfighters (1993) a The Neverhood (1996). Gli articoli dedicati ai videogiochi del passato non sono delle vere e proprie recensioni: “credo che il voto serva solo come indicatore di qualità per l'acquisto, quindi lo ritengo davvero utile solo per i giochi usciti da poco”, mi ha detto Prete. Io non sono d’accordo, ma la rivista è la loro e quindi va bene così.

Quella di Prete e di tutti gli altri autori degli articoli è comunque una rivista in tutto e per tutto orientata al passato: “RetroplayMania vuole essere un punto d'evasione dall'informazione classica; spensierato, bello da vedere e semplice da leggere”, mi ha spiegato ancora Francesco. L’autopubblicazione non è una soluzione nuova e mette RetroplayMania sullo stesso piano di altre iniziative simili, che condividono le stesse premesse ma sono differenti per spirito e interpretazione. Con i colleghi A Profound Waste of Time e On, RetroplayMania ha poco da condividere. Qui l’intento, dichiarato come abbiamo letto, è di recuperare la struttura delle riviste del passato, mentre di là c’è l’esplorazione di forme molto più approfondite per raccontare i videogiochi.

Un approfondimento su Jet Set Radio.

In questo primo numero ci sono quindici recensioni e dieci articoli dedicati a giochi pubblicati molti anni fa. Questi ultimi sono etichettati come “Retroplay” e sono posizionati all’interno della rivista seguendo l’ordine dato dall’anno di pubblicazione: si inizia con il già citato Thunder Force III del 1990, si passa da Earthbound ed Ace Combat del 1995, poi da Diablo II, Deus Ex e Jet Set Radio del 2000, per chiudere su killer7, Battlefield 2 e Conker: Live & Reloaded del 2005.

Per un pubblico che non ha fatto la spola tra le edicole del suo paese negli anni delle riviste che RetroplayMania prende a modello (Prete mi indica anche Mega Console e Game Republic), potrebbe essere una lettura nuova e differente. Accostare qualcosa di molto nuovo e qualcosa di molto vecchio testimonia la voglia di non fare differenze e di eliminare barriere.

Per quello che mi riguarda è ormai inutile parlare di retrogaming come di una categoria a sé stante e, assieme a qualche amico/ospite, qui ho spiegato approfonditamente perché. In questo primo numero, con in copertina Mario Kart World e dentro un dossier su tutta la serie motorizzata a tema Regno dei funghi, ci sono anche delle rubriche dedicate ai giochi da sala e alle trasposizioni dei videogiochi in serie televisive o cinematografiche.

Due pagine per presentare Thunder Force III.

Ogni numero di RetroplayMania è in vendita attraverso Amazon al prezzo di 11,99 euro e a 4 euro in formato digitale (PDF) attraverso la pagina Patreon del progetto. La versione stampata è di buona qualità, con carta dalla grammatura soddisfacente e un godibile effetto vellutato applicato alla copertina. La stampa scelta tende a mantenere i colori opachi, cosa che può essere apprezzata o meno (a me non dispiace). La seconda uscita di RetroplayMania è disponibile dalla fine di agosto e in copertina trionfa ancora un gioco di Nintendo, questa volta è Donkey Kong Bananza.

In una delle prossime puntate delle Parole dei videogiochi mi occuperò di una rivista molto vecchia e di una rivista che prova a trovare il modo di raccontare i videogiochi del 2025 passando per le edicole. Ma ora passiamo a dello spam bello croccantino.



QUESTA È AUTOPROMOZIONE!

  • Day One, l’almanacco illustrato dei videogiochi sotto forma di newsletter, sta per concludersi. Il 30 settembre invierò l’ultima puntata, chiudendo un anno intero di uscite quotidiane. Se non sapete di cosa sto parlando qui c’è una spiegazione. Da lunedì 22 settembre e fino alla fine del mese tutte le puntate saranno gratuite, potete iscrivervi qui (trovate già decine e decine di puntate gratuite da leggere).

  • Per Multiplayer ho scritto un articolo sui primi quarant’anni di Super Mario Bros. L’hanno fatto tutti (compreso chi forse avrebbe dovuto evitare), potevo non farlo io che ho un problema di incontinenza editoriale? L’articolo è questo.

  • Per Final Round ho riassunto e commentato gli annunci di Nintendo del 12 settembre, a partire dal sorprendente (o forse no) ritorno del Virtual Boy. Poi però si parla anche di Metroid Prime 4: Beyond, del costo dei DLC, di Mario Tennis Fever e della capacità di arrivare a fine stagione senza fare i salti mortali. Sta tutto qui.

    Dopo un lungo silenzio
    Mamma mia, quanto tempo.
  • Heavy Meta è viva e pubblica assieme a noi, leggetela se vi va di leggerla. Ricordo che Heavy Meta è una newsletter sulla comunicazione pop, scritta da Lorenzo “Preoccupazione” Fantoni e che per un brutto disguido, da anni i suoi avvocati mi obbligano a promuoverla anche su queste pagine.


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