Territorio inesplorato
Ma anche un gioco nel quale vorrei essere tumulato, l'Xbox dappertutto e un sacco di nuovi giochi.
Un barile esplosivo
Metal Gear Solid Δ: Snake Eater (Konami, 2025).

Una cosa enorme, poi tutto il resto
Electronic Arts è stata comprata da un consorzio di investitori che sembra più una super lega di cattivi da film, che comprende il Fondo Sovrano Saudita (che è uno dei modi, insieme allo sportwashing, in cui l’Arabia Saudita cerca di distogliere l’attenzione dal fatto che sia un regime autoritario che comprime le liberta di donne e minoranze), un fondo fatto di squali come Silver Lake (gli stessi di Unity) e Affinity Partners, la società di investimento di Jared Kushner, genero di Donald Trump.
Questa cosa è importantissima per diversi motivi, tutti peraltro spiegati già da altri molto meglio di quanto possa fare io: qua Joost van Dreunen spiega perché l’operazione non abbia alcun senso dal punto di vista finanziario e molto dal punto di vista di politico e di potere, qua Charlie Duncan fa presente invece cosa questo può voler dire per i giocatori di The Sims, tra i quali c’è una enorme comunità LGBTQ+ (essere omosessuali, in Arabia Saudita, è reato), qua ancora invece che impatto avrà l’acquisto su chi ci lavora in Electronic Arts, o su quali giochi svilupperà.
Perché se è vero da una parte che non dover rispondere agli investitori in borsa ogni trimestre finanziario è tendenzialmente un bene, lo è anche il fatto che l’azienda è stata acquistata con 20 miliardi di dollari di debito. E cosa fanno i capitani di industria quando devono spendere di meno per guadagnare di più? Esatto, licenziano e sviluppano solo cose che sanno essere profittevoli.
Se vi interessa approfondire, ne abbiamo parlato anche in Joypad, il podcast del Post sui videogiochi.

È morto Tomonobu Itagaki, il creatore di Ninja Gaiden e Dead or Alive.
È uscito il nuovo Battlefield e lo stanno comprando in tanti.
Così come il nuovo gioco dei Pokémon, di cui non ci sono ancora i numeri ma su, è un gioco dei Pokémon, venderà a milionate. Ah, ho una mozione d’ordine: i giochi dei Pokémon sono quella roba lì, abbastanza uguale, o con poche cose che cambiano, da quando esistono. Accettiamoli per quello che sono perché ogni nuovo videogioco della serie è il primo per una generazioni di bambini e ragazzi, che lo ameranno alla follia e se ne fregheranno dei frame al secondo o da quello che avrebbero potuto essere e invece non è. Se ci ricordiamo Pokémon Rosso, siamo troppo vecchi per commentare i nuovi capitoli, godiamoci i ricordi dei nostri primi Pokémon e a posto così.
Se interessa la musica, il Game Boy, o entrambe le cose, qua se ne parla con un gigante.
Space Harrier ha 40 anni. Se hai dei ricordi in cui ci giocavi da bambino ho una brutta notizia: sei vecchio (o vecchia).
Nel periodo non collegato è uscito anche Ghost of Yotei. Che è un buon gioco (e che sta piacendo tantissimo, peralto) ma che ho trovato molto noioso, forse perché ero già arrivato al limite con Assassin’s Creed Shadows (che mi pareva avere un eleganza e un gusto più genuini) e prima ancora con Ghost of Tsushima (che mi aveva divertito, ma non entusiasmato).
Penso invece che non mi stancherò mai di Hades II, un gioco perfetto, morbido, dolce, gratificante e impegnativo, che come pochissime altre cose in questi ultimi anni mi sta tenendo incollato e fatto tornare la genuina voglia di giocare e di pensare a cosa fare all’interno del gioco quando non sto provando a uccidere Crono. Capolavoro totale.
Xbox forse non ha deciso cosa effettivamente sia una Xbox (o forse sì, cioè tutto), ma una cosa gli è chiarissima: deve costare cara.
Un nuovo posto dove leggere cose molto belle sui videogiochi, scritto da dei manici.
In tutto questo, se vi volete cagare addosso dalla paura, è uscito pure Silent Hill f.
Cosa ci siamo persi
Intanto l’autore, per un po’ di tempo. Scrivere è bello e gratificante, ma anche faticoso. Quando ho smesso per la pausa estiva pensavo di riprendere a settembre, che poi è diventato ottobre ed è quasi scivolato in novembre. Mi è piaciuto riappropriarmi di quel tempo, e ogni settimana che passava mi sembrava più complicato riprendere. Ma poi, una volta fatto, è facile ripartire.
Non sono certo Barili Esplosivi torni a essere una newsletter settimanale: uscirà sempre il sabato mattina ma magari non proprio tutti i sabati. A volte sarà più lunga e a volte più corta, e a volte sarà semplicemente diversa. Il formato attuale è comodo, ma pure un limite, a volte. Quindi ho pensato che piuttosto che non scriverla perché non so come riempire alcuna delle sue parti, a volte la scriverò e basta in barba alla forma. Succederà anche con Cross Gen, l’altra mia newsletter, che ho proprio voglia di ricominciare per raccontarvi quanto ormai siano dei manici i miei figli con i videogiochi.
In tutto questo poi ho elaborato la fine del podcast di Day One (che viene dall’omonima newsletter), che ho fatto insieme a e che è stato una parte non marginale della mia vita nell’ultimo anno. Vi lascio qua l’ultima puntata.