La Summer Game Fest, elencata bene

Con tutto quello che è stato mostrato. Tutto.

La Summer Game Fest, elencata bene

Se in questi giorni vi siete persi tra annunci, comunicati, live streaming, live streaming di commento ai live streaming è normale: siamo nei giorni dell’E3. E fa nulla se formalmente l’E3 non esiste più (L’ESA, l’associazione di categoria degli editori americani lo ha proprio chiuso): la sua influenza e la ritualità che ha creato sono rimaste, e si sono manifestate in nuove forme. Forme spesso disomogenee, a volte coraggiose e a volte conservative. Sicuramente caotiche.

Come definire quindi questo momento in cui di fatto si fanno le stesse cose che all’E3 ma senza l’E3? Generalmente lo si identifica con la Summer Game Fest, che tiene insieme tutti gli annunci e le presentazioni degli editori producendo uno show di apertura e fornendo uno spazio fisico all’interno del quale chi è interessato può portare il suo gioco da far provare alla stampa. Nonostante si sia un po’ perso quell’alone di magia, speranza e fiducia cieca nel futuro che ha caratterizzato le conferenze dei platform holder (chi cioè le console le produce), anche quest’anno non sono mancati gli annunci interessanti e le presentazioni ad effetto.

Insomma, se non sapete da che parte cominciare per recuperare tutto, questo è il posto giusto.

(ah, se per caso leggendo vi sembra di vivere un déjà-vu è perché ho utilizzato alcuni estratti delle descrizioni degli eventi paro paro da questa puntata de Le parole dei videogiochi, che tanto è tutto un magna magna)

STATE OF PLAY

Di cosa si sta parlando

Gli State of Play sono gli eventi in cui Sony comunica al pubblico le novità sul suo catalogo. Fine. Sono istituzionali, c’è poca verve, hanno spesso un ritmo altalenante ed essendo di fatto costruiti solo come una sequenza ininterrotta di trailer e approfondimenti sui giochi, funzionano solo quando questi sono effettivamente validi. Quest’anno, a parte un paio di spunti interessanti, di cose valide non ce n’erano tante.