La colpa è sempre di qualcun altro
Ma anche un CEO che ha dei dubbi sull'IA, Peter Molyneux che fa Peter Molyneux e dei concerti cancellati.
Un barile esplosivo
Agente 007 - Missione Goldfinger (1964).

Una cosa grossa, poi tutto il resto
Questa settimana si è inevitabilmente parlato tantissimo di Microsoft: prima perché ha annunciato che Halo, la serie che più l’ha distinta nei suoi primi anni di vita sarebbe diventata una serie multipiattaforma e arrivata quindi anche su PlayStation; poi perché il mostro marino a capo degli Stati Uniti se n’è appropriato per fare dei post terrificanti da ogni punto di vista; infine perché i suoi alti papaveri (di Microsoft e Xbox) hanno detto che la vera competizione è con TikTok, e non con gli altri produttori di videogiochi.
Questa è una cosa non necessariamente falsa ma è certamente pretestuosa: le alternative ai videogiochi ci sono sempre state e si sono sempre contese il tempo dei videogiocatori, ma vederle come “il vero nemico da combattere” è semplicemente attuare una strategia auto assolutoria che porta il terreno dello scontro su un livello talmente diverso che diventa molto più facile poter dire “eh, ma come facevamo a vincere contro TikTok?”.
La verità, come dimostrano i videogiochi, le piattaforme e gli editori di successo, è che quando hai un bel prodotto, la gente ci gioca e rinuncia ad altro, persino a TikTok. Quindi, anziché cercare mulini a vento, forse sarebbe ora che semplicemente si iniziasse a sviluppare bei videogiochi e contestualmente politiche industriali sostenibili.

Pensa te i casi della vita: per Strauss Zelnick (che è l’amministratore delegato di Take-Two, e quindi quello che gestisce GTA) non c’è tutta questa fretta di buttarsi sull’IA, soprattutto se rischia di far pestare merdoni alle sue serie più importanti.
Questo giro sarà più difficile per Call of Duty, beh, fare il Call of Duty. Non troppo comunque, perché venderà comunque un fantastiliardo di copie, però insomma.
Amazon, come Google prima di lei e probabilmente Netflix, si è accorta che il mondo del gaming è complicatissimo, e non basta essere enormi e pieni di soldi per convincere gli utenti a passare dal proprio lato. Ancora una volta, servono bei giochi e qualcosa di unico. Certo, se prima di fare enormi investimenti e enormi licenziamenti avessero fatto i compiti magari sarebbe stato meglio.
Dai che forse Arc Raiders ce la fa.
PlayStation ha cancellato decine di date del suo tour di concerti (dove fa sentire la musica delle sue serie più famose), provando goffamente a far finta che non sia mai successo.
Il fatto che Peter Molyneux prometta che il suo prossimo gioco lo possa redimere da anni di promesse esagerate è la cosa più da Peter Molyneux che potessi aspettarmi.
Pensa te, qualcosa legato ai Pokémon che fa soldi a palate.
Una bella intervista di Alex Donaldson a Naoki Hamaguchi, capoccia di Final Fantasy VII Remake, che dice tante cose.
Un aggiornamentone per la versione Switch 2 di Animal Crossing: New Horizons.
A posto così, al prossimo barile!