Il 2025 nel mondo dei videogiochi, un link alla volta

Le storie più grandi, i giochi più apprezzati, le crisi che non sono ancora passate

Il 2025 nel mondo dei videogiochi, un link alla volta

Quest’anno Barili Esplosivi è uscita 42 volte. Il post più letto è stato Se fai i saluti nazisti, la gente ti tratta da nazista (2052 views considerando chi lo ha letto come mail, chi sull’app di Substack e chi sul web), mentre quello meno letto è stato Una serata come quelle di trent’anni fa (a cui devo dire però che io sono molto affezionato, con 1652 letture). Rispetto al 2024 ci sono 403 iscritti in più (tra l’altro, benvenute e benvenuti!).

Ho raggruppato le storie più importanti di cui abbiamo parlato lo scorso anno perché non si può capire il mondo dei videogiochi se non si guarda la visione d’insieme: come si produce un videogioco, quali sono i processi creativi e industriali alle sue spalle, quanto è complicato riuscire a pubblicarne uno, cosa succede quando uno di questi va male, in che contesto politico ed economico si muovono i grandi e piccoli editori di oggi, quanto conta il giudizio dei mostri marini che spesso frequentano chat e forum.

La maggior di queste storie non sono affatto chiuse, e anzi si evolveranno e cresceranno anche il prossimo, per cui ha senso arrivarci preparati.


La questione dell’AI

Il 2025 è stato intanto l’anno in cui le AI sono diventate un argomento di conversazione diffuso:


Ben arrivata Switch 2

La nuova console Nintendo è uscita il 5 giugno dopo anni di attesa e:


I grandi giochi di quest’anno

Clair Obscure: Expedition 33 è stato il gioco dell’anno. E non perché ha stravinto agli ultimi Game Awards, ma perché «fa vedere che basta relativamente poco per spostare l’asticella un po’ più in alto: basta avere una bella storia, una idea chiara su quello che si deve fare, e la determinazione per farlo senza preoccuparsi troppo di tutto quello che verrà dopo, perché sarà la bontà del gioco a conquistare il pubblico, non il suo aderire o meno a un genere o avere tutte le spunte al posto giusto». Ne avevo parlato qua.

Ma quest’anno sono usciti altri grandissimi giochi, per i quali dobbiamo ringraziare più gli studi di sviluppo medi, piccoli o anche indie piuttosto che i grandi editori.


Notizie dalla crisi

La crisi industriale che ha colpito il mondo dei videogiochi non dà grandi segni di miglioramento. Sono stati chiusi altri studi, licenziate altre persone e in generale si ha sempre più la sensazione che i grandi editori non sappiano proprio come adattarsi rapidamente ai cambiamenti che stanno avvenendo nel mondo.


L’Arabia Saudita vuole prendersi il mondo dei videogiochi

Quando un regime autoritario vuole comprare pezzi rilevanti dell’industria culturale mondiale, non è mai un buon segno.

  • Electronic Arts (e quindi EA Sports FC, Battlefield e The Sims) è stata comprata dal fondo sovrano saudita. E questo è un problema.
  • Pokémon GO (e le altre IP di Niantic) pure.

La crisi di Ubisoft

Pochissimi giochi in uscita (anche se Assassin’s Creed Shadows il suo l’ha fatto con grande mestiere), poche idee nuove all’orizzonte e un sacco di vecchi problemi che non si possono più ignorare.


La fine della console war


E poi, tutto il resto


È stato un anno con alti e bassi, come tutto nella vita. Sono molto contento sia di quello che è diventata questa newsletter sia dell’interesse che ogni settimana dimostrate in così tanti.

Quindi grazie!

L’anno prossimo magari succederanno cose pazzesche, magari no, vai a sapere. Intanto noi ci risentiamo settimana prossima, come nulla fosse.