Chi ha i soldi non sa come si fanno i videogiochi

Questa settimana: alcune cose dall'evento di Nintendo, la serie TV su Baldur's Gate 3 e Overwatch 2 che non lo è più.

Chi ha i soldi non sa come si fanno i videogiochi

Settimana scorsa è successa una cosa abbastanza incredibile che però dà la misura esatta di quanto l’industria dei videogiochi (se di una sola industria si può parlare) non sia ancora presa sul serio dai mercati e quindi da chi ha i soldi per far funzionare il mondo. Google ha mostrato un tool basato sull’intelligenza artificiale che permette, partendo da un prompt, di creare mondi di gioco esplorabili in 3D. Essendo una cosa sperimentale ha un numero di limitazioni talmente ampio (animazioni goffe, fisica pure, interattività quasi assente, bassa risoluzione, 24fps, lunghezza massima di 1 minuto) da essere al momento pressoché inutile, se non magari per la fase di prototipazione di un gioco.

Eppure il mercato ha reagito malissimo e fatto perdere a tanti editori (tra cui Take-Two, Nintendo, Roblox e Unity) un sacco di soldi perché ha automaticamente dato per scontato che software come questi sostituiranno gli studi di sviluppo a breve, per cui ha senso liberarsi delle loro azioni subito. Che è un po’ l’azienda che dice all’agenzia creativa “ma sì guarda, non mi serve più il tuo aiuto perché la prossima campagna la fa il nipote dell’amministratore delegato da casa con Chat GPT”.

Creare un videogioco, soprattutto uno che funzioni molto bene, è un'operazione complessa che richiede organizzazione, capacità ed esperienza, e anche così non è automatico avere successo. Il recente passato è pieno di esempi di videogiochi creati da studi organizzati, esperti e guidati da persone di talento che non sono riusciti a creare prodotti sufficientemente validi o interessanti per i giocatori (come per esempio Concord , prodotto da Sony, o MindsEye diretto da Leslie Benzies, che ha prodotto diversi GTA ), e per quanto promettente Project Genie è ben lontano dall'essere un software che per magia può sviluppare un videogioco di successo a partire da qualche input.

(dall’ultima Manettini)

A me sta pure bene accettare che l’AI sarà un cambiamento epocale e farà un sacco di cose che ora fanno le persone, forse pure meglio, ma quando fin quando serviranno il gusto e la sensibilità artistica allora no, non ce la potrà mai fare. Ora bisogna solo farlo capire a chi ha i soldi.

Prima del resto, un barile esplosivo.

Quake II (id Software, 1997)



Cairn, praticam

Se vogliamo che i videogiochi siano una cosa per adulti, dobbiamo crescere anche noi
Settimana scorsa ho scritto un articolo sul Post che parlava del rapporto tra l’estrema destra americana e alcuni giochi sviluppati da Paradox Interactive, in particolare Crusaders Kings II.

  • Questa settimana sono usciti Dragon Quest VII Reimagined, Nioh 3.
  • La prossima escono Mewgenics (10 febbraio), Romeo is a Dead Man (11 febbraio) e Ride 6 e Mario Tennis Fever (12 febbraio) e Reanimal (13 febbraio).

A posto così, al prossimo barile!